Crash Bandicoot: N.Sane Trilogy
Versione testata: PS4

Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy

È stata la mascotte di Sony e della sua prima console PlayStation, nonché la saga che ha consacrato Naughty Dog molti anni prima dei fasti di UnchartedThe Last of Us. Stiamo parlando di Crash Bandicoot, uno dei brand più amati dell’era PSone che si prepara a tornare sul mercato con una raccolta in alta definizione dei primi tre episodi lanciati tra il 1996 e il 1998. Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy include infatti i remake di Crash Bandicoot, il suo sequel Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Again e il capitolo finale Crash Bandicoot Warped, ricreati da zero partendo dai bozzetti e master originali realizzati da Naughty Dog per dare nuova vita al bandicoot antropomorfo più amato della storia dei videogiochi.

E quale team più adatto all’impresa se non i ragazzi di Vicarious Visions? La software house aveva infatti raccolto il testimone da Eurocom e Traveller’s Tales lavorando a ben quattro episodi principali del franchise per GameBoy Advance e le console da tavolo dell’epoca (PS2, Xbox e GameCube). Su richiesta di Activision, l’azienda ha deciso di ricreare la magia dei tre capitoli originali realizzando da zero tutti gli asset e le animazioni, ricomponendo con estrema cura e maestria ogni singolo scenario nel tentativo di offrire ai nostalgici fan di Crash un’esperienza più fedele che mai, ma aggiornata a quelli che sono gli standard grafici moderni. Scopriamo insieme com’è andata.

Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy

BENTORNATO, CRASH!

Una volta assistito al filmato introduttivo, potrete scegliere immediatamente quale dei tre giochi avviare, senza necessità di completare il primo Crash Bandicoot per accedere ai due sequel. Nel nostro test abbiamo deciso di rivivere tutti e tre gli episodi in ordine progressivo, partendo dal primo, legnoso capitolo fino ad arrivare al più preciso e apprezzato Warped, che segnò la definitiva maturazione di uno studio talentuoso (ma all’epoca ancora inesperto) come Naughty Dog. Tornare sull’isola di N. Sanity dopo essere sfuggiti alle grinfie del perfido Dr. Neo Cortex è uno splendido tutto nel passato: tutto è lì ad attenderci come se la nostra amata PlayStation fosse stata in standby per 21 lunghi anni, godendo nel frattempo di un poderoso lifting che ha reso Crash, i frutti Wumpa, le casse e gli improbabili nemici dell’isola tropicale decisamente al passo coi tempi.

È qui che si nota l’amore e l’incredibile senso di ammirazione di Vicarious Visions nei confronti degli sviluppatori originali. Ogni cassa, ogni burrone, ogni nemico si trova esattamente dov’era nei giochi originali, compresi bonus, segreti e scorciatoie che hanno caratterizzato ciascun episodio della trilogia. Una caratteristica che probabilmente potrebbe risultare “scontata” in una riedizione, ma che in questo caso assume tutt’altra valenza dal momento che il team di sviluppo ha deciso di ricreare tutto quanto a mano, poligono dopo poligono, senza azzardarsi a variare il benché minimo salto.

LA MASCHERA DI AKU AKU

Ciò che ne consegue è un’esperienza estremamente fedele a quella delle controparti originali, con tutti i pregi e difetti che, forse a causa dei vent’anni in più sul groppone, possono apparirci davanti agli occhi mentre tentiamo di rompere ogni singola cassa nell’isola tropicale del primo episodio. Il gameplay è piuttosto semplice e ricalca lo stile dei platform 3D: Crash può muoversi in tutte le direzioni, saltare con il tasto X ed effettuare un vortice con la pressione del tasto Quadrato, grazie al quale può sconfiggere nemici o distruggere casse. Nel corso degli anni, il nostro marsupiale ha persino imparato ad accovacciarsi, scivolare ed effettuare un prodigioso salto con tanto di atterraggio di pancia, ma gli sviluppatori hanno deciso di mantenere l’uso delle abilità originali così come erano state concepite nei tre giochi, introducendo l’abilità di accovacciarsi e scivolare solo dal secondo capitolo. A onor del vero, ci sono però un paio di innovazioni che fanno da filo conduttore per l’esperienza della N. Sane Trilogy.

La prima è l’estensione del sistema del controllo allo stick analogico di sinistra, che permette di controllare Crash anche con la levetta analogica e non esclusivamente con le quattro frecce direzionali del D-Pad. Una scelta non di poco conto, considerando la storica imprecisione dei salti di Crash Bandicoot e un sistema di controllo che, negli anni, è sempre stato ricordato come uno dei più ostici nella storia del genere platform. Ovviamente, tutti i puristi potranno continuare a utilizzare il D-Pad per rivivere appieno l’esperienza vintage di Crash, ma noi consigliamo di utilizzare il nuovo sistema di controllo per rendere il tutto meno frustrante. La seconda è la possibilità di usare Coco Bandicoot, sorella di Crash, come personaggio giocabile in quasi tutte le fasi delle tre avventure, a eccezione degli scontri con i boss. Una novità di poco conto visto che il modello di Coco può contare sul proprio move-set e su un parco animazioni creato ex-novo, che rende estremamente “fresca” l’esperienza anche per coloro avessero giocato i tre capitoli di Crash Bandicoot più e più volte. È importante sottolineare che Coco non possiede abilità esclusive, ma la possibilità di giocare con un personaggio alternativo a Crash e dotato di animazioni altrettanto curate è certamente un plus da non sottovalutare.

DIFFICOLTÀ D’ALTRI TEMPI

Nel corso della nostra prova con il primo Crash Bandicoot ci siamo accorti di quanto il gioco fosse complesso e tremendamente difficile in particolari frangenti, aspetto che ci ha portato a chiederci se tutta questa difficoltà fosse presente nella produzione originale. Dopo aver ricordato la quantità incredibile di imprecazioni che hanno caratterizzato i miei pomeriggi alle prese con Crash Bandicoot su PSone in seguito all’ennesimo salto andato a vuoto, mi sono chiesto se un prodotto così esigente, che non fa sconti e implacabilmente ti punisce per il minimo errore, fosse effettivamente adatto a un pubblico più giovane e appartenente a una generazione dove la maggior parte dei videogiochi destinati alla stessa fascia d’età ti accompagna per mano dall’inizio alla fine dell’avventura. Così ho avuto la felice idea di passare il controller a mio figlio, facendogli testare un paio di livelli del primo Crash Bandicoot (uno caratterizzato dalla solita esperienza platform, l’altro dalle fasi di “guida” di animali e veicoli).

Le prime sessioni sono andate via lisce, senza particolari problemi, con il bimbo che vedeva ogni sconfitta come un pretesto per memorizzare la sequenza di casse, nemici e salti necessari a raggiungere il checkpoint successivo. Nei momenti più avanzati, però, sono emersi tutti i difetti che all’epoca affliggevano la saga: un titolo che sa come essere frustrante e che probabilmente non è adatto al mercato attuale. Si tratta certamente di un aspetto positivo, che conferma come i ragazzi di Vicarious Visions siano riusciti a mantenere una totale fedeltà rispetto al prodotto originale, senza prendersi il lusso di ritoccare qualcosa per rendere l’esperienza più accessibile (aspetto che siamo sicuri avrebbe scatenato l’ira dei puristi), ma che allo stesso tempo potrebbe limitare la fruizione del gioco ai soli fan della trilogia originale.

Per quanto l’operazione N. Sane Trilogy sia chiaramente votata a sfruttare il fattore nostalgico di coloro che sono cresciuti con la prima PlayStation, sarebbe un vero peccato se le nuove leve fossero costrette dopo pochi minuti ad abbandonare il gioco per un’eccessiva difficoltà di fondo. In questo senso è decisamente indicata l’aggiunta del sistema di difficoltà progressivo, assente nel primo capitolo originale, che permette di bilanciare l’esperienza nel caso in cui il giocatore continui a morire in un determinato livello. In questo caso, potrete contare sulla maschera di Aku Aku sin dalle prime battute e su un numero maggiore di checkpoint che vi consentiranno di procedere fino all’ambito traguardo. Un’altra gradevole novità è la possibilità di mettersi alla prova in ciascun livello nell’ambita modalità time-trial, che permette di competere con tutti i propri amici nella realizzazione del miglior tempo, che potrete condividere in una speciale leaderboard online. Questa modalità, inizialmente limitata a Warped, è stata estesa da Vicarious Visions a tutti gli episodi e farà certamente la gioia di tutti coloro vivono di sessioni speedrun.

UN REMAKE DA SOGNO

A livello tecnico, il risultato raggiunto dal team di sviluppo è davvero eccezionale: dai modelli poligonali di Crash, Coco e dei personaggi principali, fino agli stage che compongono le tre avventure del bandicoot, tutto può contare su un design che segue la direzione artistica della saga originale, ma che vanta una incredibile pulizia e una serie di chicche (come un sistema di illuminazione dinamico, nuovi effetti particellari, riflessi dell’acqua e dei pregevoli giochi di luce) che rendono il mondo di gioco estremamente accattivante. Ogni animazione è stata ricreata con cura maniacale partendo dall’originale, e la stessa attenzione è stata riposta dagli sviluppatori nelle cut-scene, ricreate con lo stesso motore per garantire una certa coerenza all’intera opera. Tutto ciò sarebbe stato inutile se Vicarious Visions non fosse intervenuta anche sulla soundtrack e sugli effetti sonori, che per l’occasione sono stati incisi nuovamente sfruttando 20 anni di innovazione in ambito audio. Mentre vi aggirerete sull’isola di N. Sanity, vi troverete ad ascoltare e canticchiare lo stesso motivetto di sempre, riscoprendo come i suoni celebri del “tornado spin” di Crash, la distruzione delle casse o la raccolta dei frutti Wumpa siano estremamente fedeli alle controparti originali. A ciò si unisce un nuovo doppiaggio che cerca di mantenere lo stile fuori di testa dei capitoli originali, ma con la qualità che ci si attende da una produzione lanciata nel 2017.

Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy

Nonostante il boost a livello tecnico, il gioco si limita a proporre un frame-rate di 30fps su tutte e tre le versioni di PS4 (modello Pro incluso) che nel corso dei nostri test si è confermato piuttosto stabile nella maggior parte delle situazioni. Ciò che davvero non è cambiato rispetto al passato è la durata dei tempi di caricamento, decisamente meno tollerabile dei tanti salti a vuoto del nostro Crash. Infine, per ogni gioco avrete la possibilità di salvare tutti i progressi su un massimo di tre slot personalizzati (a cui si aggiunge l’autosalvataggio), con una piccola finezza che sarà particolarmente gradita ai fan dell’epoca PlayStation.

Crash Bandicoot: N.Sane Trilogy
Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy
GIUDIZIO
La N. Sane Trilogy ci permette di rivivere il mito di Crash Bandicoot attraverso una fedele riedizione dei primi tre episodi: quello di Vicarious Visions è un lavoro certosino, una dichiarazione d'amore verso la trilogia creata da Naughty Dog che ha visto gli sviluppatori ricreare pezzo dopo pezzo - e rigorosamente a mano - tutti e tre i giochi con una grafica moderna e un comparto tecnico degno di una produzione del 2017. L'esperienza di gioco è in tutto e per tutto fedele a quella originale, dunque estremamente difficile e punitiva. Siete pronti a imprecare per l'ennesimo salto sbagliato?
GRAFICA
9
SONORO
8.5
LONGEVITÀ
9
GAMEPLAY
8.5
PRO
Riedizione fedele dei tre capitoli originali targati Naughty Dog
Un'opera certosina a livello tecnico
Coco Bandicoot come personaggio giocabile
CONTRO
Potrebbe essere eccessivamente ostico per le nuove generazioni
8.5
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