L’epoca d’oro dei JRPG è ormai sono un vago ricordo che pochi nostalgici conservano con malinconia nel proprio cuore ma ciò non toglie che qualche rara occasione di rivivere le straordinarie emozioni di un tempo continui a presentarsi… e tutto grazie a Nintendo. Per quanto criticabile e criticata, la politica conservatrice della compagnia nipponica ha sempre rappresentato una vera e propria fonte di salvezza per gli amanti di questo storica branca del genere ruolistico, e proprio a testimonianza di ciò tra poco più di una settimana sbarcherà sul mercato “un certo” Bravely Second: End Layer. Sequel dello straordinario Bravely Default, il titolo ha saputo catalizzare un grado di interesse davvero pazzesco sin dal suo primissimo annuncio ma tutto questo hype si sarà rivelato giustificato? Mi sono immerso nello straordinario universo fantasy-medievale creato da Square-Enix per scoprirlo per voi!

UNA NUOVA INCREDIBILE AVVENTURA

Sono passati quasi tre anni dagli eventi di Bravely Default e Agnès, ormai diventata papessa, è prossima a sancire una storica pace tra l’Ortodossia dei cristalli e il Ducato di Eternia ma… proprio quando tutto sembra instradato lungo il giusto binario, succede l’impensabile. Un uomo misterioso che risponde al nome di Kaiser Oblivion rapisce Agnès riducendo in fin di vita il povero Yew che, dopo essere scampato alla morte quasi per miracolo, avrà un solo obiettivo: trarre in salvo la papessa e riportare la pace.

Una premessa interessante, che si dipana tuttavia in maniera ancor più intensa e affascinante di quanto fosse lecito attendersi, anche e soprattutto in virtù di una meravigliosa contrapposizione tra uno stile grafico apparentemente per “bambini” e tematiche molto mature. Sebbene la sensazione è che la narrazione non sia all’altezza di quella offerta da Bravely Default, il titolo propone dunque una struttura narrativa di indubbio spessore che, complice un buon cast e diversi colpi di scena (sin dalle primissime ore) riesce a garantire costanti stimoli lungo tutto il corso dell’avventura.

Al di là di questo la prima cosa che salta agli occhi, ancor prima di scorgere la notevole profondità strategica che contraddistingue l’intera esperienza, è però il comparto tecnico. In termini di atmosfera Bravely Second è infatti da considerarsi uno dei progetti più raffinati che si siano visti su 3DS e questo non solo di un ottimo comparto audio, ma soprattutto in virtù di una direzione artistica magistrale. A livello artistico il team di sviluppo è infatti riuscito a superare anche il già impressionante Bravely Default – anche in quanto a uso della tridimensionalità, davvero spettacolare specialmente negli scenari “interni” – e tutto questo si è tradotto in un’atmosfera incredibilmente suggestiva che risulta determinante per garantire il massimo coinvolgimento.

Bravely Second stupisce per il suo ben noto battle system, capace di elevare la classica struttura dei jrpg a turni verso nuovi e migliori standard.

Per quanto pregevole sotto il profilo tecnico, Bravely Second stupisce tuttavia per il suo ben noto battle system, capace di elevare la classica struttura dei JRPG a turni verso nuovi e migliori standard. Attraverso il ben noto sistema Brave & Default, si gode infatti una libertà tattica non indifferente che permette di pianificare e mettere in pratica specifiche strategie in base al nemico da fronteggiare, aspetto che rende la progressione tutt’altro che banale o monotona anche durante le immancabili fasi di grinding.

Le novità rispetto a Bravely Default sono oggettivamente poche in termini di meccaniche, ma ciò non toglie che complice l’inserimento di nuove classi (nonché le ampie possibilità di personalizzazione delle stesse) abbia comunque contribuito a esaltare, in maniera ancor più evidente e innegabile, la profondità strategica che contraddistingue questa saga sin dal suo debutto. Il concept molto tradizionalista fatto di innumerevoli battaglie casuali potrebbe chiaramente far storcere il naso a più di qualcuno, ma anche in questo senso il team di sviluppo sembra aver fatto di tutto per rendere il prodotto appetibile a un pubblico quantomai vasto e vario.

Oltre alla possibilità di velocizzare il ritmo delle battaglie mediante l’utilizzo di tre configurazioni (da impostare preventivamente) e degli attacchi automatici, il titolo garantisce parecchi stimoli aggiuntivi grazie a un particolare sistema che permette di “scommettere” sulla propria squadra affrontando versioni più potenti dei nemici appena sconfitti nel tentativo di ottenere ricompense sempre maggiori. Il rischio di ritrovarsi con nulla in mano dopo tanti enormi sforzi è sempre dietro l’angolo, ma il brivido dell’azzardo farà davvero la differenza con il passare delle ore, potete credermi!

E questo senza dimenticare ovviamente il “Bravely Second”, un particolare stato di combattimento strettamente legato al sopracitato sistema di “Brave” e “Default”, che garantisce la possibilità di arrestare il flusso temporale per stravolgere così il normale ritmo degli scontri. Ricorrendo a questa modalità ogni attacco infliggerà danni critici assicurando così una potenza offensiva non indifferente… a patto che si possiedano tuttavia gli SP per attivarla, aspetto che ne limita parecchio l’utilizzo visto che esaurita la riserva massima di 3 SP (che si ricaricano di uno ogni otto ore), l’unico modo per ricaricarli è quello di acquistarli mediante denaro reale. Una caratteristica che potrebbe giustamente non entusiasmare molti puristi del genere, ma che per fortuna non preclude in alcun modo la qualità di un’esperienza, nel complesso, davvero eccelsa sia sotto il profilo contenutistico che in termini qualitativi.

GIUDIZIO

Bravely Second: End Layer è un titolo solido, appagante e divertente, che lascia un leggero senso di amarezza solo per la sua sostanziale mancanza di innovazione rispetto a Bravely Default.