Puntuale come ogni anno, giugno è il mese di un nuovo titolo dedicato alle due ruote realizzato dall’italianissima Milestone, software house con sede a Milano ormai diventata un vero e proprio punto di riferimento per il mondo delle moto (ma non solo). Il nuovo MotoGP 17, disponibile nelle nostre mani ormai da diversi giorni, è una sorta di ritorno alle origini per quanto riguarda la formula proposta: non dimentichiamo infatti che l’anno scorso il titolo dedicato al campionato del mondo MotoGP proposto da Milestone era stato Valentino Rossi: The Game, il quale proponeva da una parte un’impalcatura classica in linea con i suoi predecessori, ma dall’altra usava come perno centrale di tutta l’esperienza il mito di Valentino Rossi, con una lunghissima serie di modalità e contenuti completamente dedicati al campione di Tavullia.

MotoGP 17

GAS A MARTELLO!

Non potendo bissare la stessa tipologia di approccio, in quanto Valentino Rossi: The Game è già una vera e propria enciclopedia dedicata al Dottore difficilmente ripetibile, Milestone è ritornata alla formula classica della serie, quella cioè che mette a disposizione tutte le licenze ufficiali del campionato del mondo MotoGP aggiornate alla stagione attualmente in corso e quindi comprensiva delle classi Moto 3, Moto 2 e appunto MotoGP, con tutti i circuiti ufficiali del circus, tra cui il Mugello, Assen, Brno e Misano – per citare alcuni dei più conosciuti al grande pubblico.

C’è però una grossa novità rispetto agli episodi precedenti dedicata agli utenti console, che finalmente dona aria fresca all’esperienza di gioco, influenzando sia la componente grafica che il gameplay. A differenza di MXGP 3, infatti, MotoGP 17 non beneficia del nuovo motore grafico costruito con l’Unreal Engine 4 e sceglie di rimanere fedele al motore storico di Milestone giunto all’ennesimo aggiornamento, ma offrendo finalmente il supporto ai famigerati 60 frame per secondo in ogni modalità, una caratteristica come ben sappiamo è indispensabile per garantire fluidità generale e un veritiero senso di velocità in questa tipologia di simulatori.

UNA CARRIERA RINNOVATA

Ma andiamo con ordine, perché con MotoGP 17, oltre all’aggiunta dei 60fps, Milestone ha messo sul piatto anche diverse novità per quanto riguarda le modalità di gioco, a cominciare dalla Carriera Manageriale, che si affianca a quella “standard” sempre presente tra le modalità insieme alle onnipresenti Campionato, Gran Premio, Prova Cronometrata, Schermo Condiviso e multiplayer online. La Carriera Manageriale è certamente la più interessante tra quelle a disposizione in single-player, in quanto permette di impersonare un vero e proprio manager di scuderia gestendone gli aspetti principali come sponsor, contratti e sviluppo delle moto, ma impersonando anche un pilota dalle grandi prospettive.
 La Carriera Manageriale comincia con la scelta del team, la personalizzazione dell’alter ego virtuale e la scelta del proprio compagno di squadra, che durante i Gran Premi sarà gestito dalla IA e rappresenterà il primo avversario da battere una volta scesi in pista. L’obiettivo prevede, partendo dalla Moto 3, di scalare tutte le classi fino ad arrivare alla categoria MotoGP e sfidare i campioni più affermati attraverso le 18 competizioni ufficiali.

Per fare ciò, durante la Carriera Manageriale è necessario curare tantissimi aspetti attraverso i crediti guadagnati dal team di appartenenza, gara dopo gara: molto importante ad esempio è la cura nello sviluppo delle prestazioni della moto, sulle quali si può intervenire acquistando potenziamenti di vario genere, ma è anche possibile agire sul contorno del team, facendo operazioni di marketing, gestendo pubbliche relazioni e gli immancabili social. Insomma, una modalità effettivamente molto curata, che si pone come valida alternativa alla solita Carriera vista nelle ultime edizioni del simulatore targato Milestone.



ROSSI C’È, ECCOME SE C’È

Come accennato poche righe sopra, l’aggiunta dei 60fps ha ampliato di parecchio le prospettive del simulatore di guida targato Milestone, andando ad aumentare il realismo complessivo. Abituati ai capitoli precedenti del brand salta subito all’occhio una grande fluidità generale, presente persino nei replay, aspetto che inevitabilmente si riversa anche pad alla mano. La precisione e la risposta ai comandi con cui comandare le moto è molto più alta, e ciò si verifica con tutte le visuali a disposizione, quindi sia con le tre in terza persona alle spalle del pilota che con quelle in soggettiva (compresa quella con vista dall’interno del casco).

Rispetto al capitolo passato, inoltre, abbiamo notato una fisica molto più convincente e più vicina a quella del gemello Ride 2 sviluppato da Milestone, e quindi con un altro leggero step verso il realismo: il peso della moto sulla pista è maggiore, gli spostamenti da una curva risultano sono leggermente più lenti e sinuosi e anche il lavoro delle sospensioni è sempre avvertibile e scaturisce reazioni precise e piuttosto credibili. Tutto ciò è ancor più rilevante se viene selezionata il livello della fisica su Pro, ossia quello più difficile e che permette di impostare una guida il più possibile orientata alla simulazione.
 Gli unici difetti, se vogliamo abbastanza storici per la serie, rimangono i fuori pista, ancora troppo permissivi, e le collisioni con l’intelligenza artificiale. Su quest’ultima però c’è stato un leggero miglioramento, dato che in staccata è molto più raro che i piloti avversari ci vengano addosso buttandoci a terra, però comunque troppo spesso si arriva al contatto anche in momenti in cui non ce ne sarebbe alcun bisogno (ad esempio in rettilineo).

MotoGP 17

VECCHIO MOTORE, VECCHI DIFETTI

È probabile che la mancata introduzione dell’Unreal Engine 4 abbia permesso a Milestone il raggiungimento dell’obiettivo dei 60fps con maggior facilità, perché nel primo caso senza dubbio il lavoro da parte della software house italiana sarebbe stato più lungo e tortuoso. D’altro canto il peso di questa scelta purtroppo non passa inosservato se si fa attenzione ai dettagli a bordo pista, praticamente in ogni circuito. La qualità delle texture non sono infatti sempre all’altezza, e in generale la mole poligonale presta il fianco in più di un’occasione quando ci si sofferma su inquadrature ravvicinate, questo sebbene il sistema di illuminazione sia stato migliorato. 
Di indubbio livello appaiono invece le animazioni dei piloti, molto ben fatte e vicine alle loro controparti reali, come anche i modelli delle moto riprodotti al dettaglio con grande minuzia da parte di Milestone, e da quest’anno finalmente anche i suoni dei motori hanno subito una revisione importante, con rombi che si differenziano tra loro in modo credibile e con buon impatto.

La nostra prova di MotoGP 17 si è svolta su PlayStation 4 Pro, la quale permette di beneficiare oltre che dei 60 fps anche di una risoluzione nativa pari a 1440p, che in caso di televisione 4K viene portata a 2160p tramite upscaler a differenza della versione PS4 standard, che gira “solo” a 1080p mantenendo comunque i 60fps. Segnaliamo che per il momento non è supportata la tecnologia HDR per le TV di ultima generazione, e non è chiaro se Milestone abbia intenzione di introdurla successivamente tramite un futuro aggiornamento.

ALTI E BASSI

Sul fronte dei contenuti, MotoGP 17 pecca un po’ se paragonato a Valentino Rossi: The Game, nel quale questo aspetto era la caratteristica di primo piano dell’intera produzione. 
Se da una parte non avere più a disposizione le gare in flat-track nel ranch di Valentino e nemmeno il rally ci sembra comprensibile, dato anche il motivo per cui erano inserite queste modalità, dall’altra la rimozione degli Scenari ci sembra più pesante. Per chi non lo sapesse negli Scenari era possibile ripercorrere momenti chiave di gare memorabili del passato, quindi utilizzando piloti storici opportunamente riprodotti. Questi ultimi sono comunque presenti e sbloccabili progredendo nel gioco, quindi comunque è possibile impersonare i vari Casey Stoner, Luca Cadalora, Max Biaggi, alcune versioni passate di Valentino Rossi e tutti i più famosi piloti della classe 500, ma avremmo apprezzato di poter rivivere gli Scenari anche nell’edizione di quest’anno.

Un’aggiunta molto gradita è invece l’introduzione delle scenette del parco chiuso alla fine di ogni gara, anche se purtroppo manca ancora il podio (aspetto che comporterebbe la riproduzione reale delle facce dei piloti, e quindi la creazione di nuovi modelli ad hoc), ma assistere alla premiazione dei primi tre piloti, vederli abbracciare il proprio team ed esultare per la gara sarebbe sicuramente piacevole e aumenterebbe il coinvolgimento nelle sfide.
Un ultimo accenno va al comparto online, come sempre curato e ricco di possibilità tra cui qualifiche, campionati e Gran Premi, anche quest’anno però senza l’ausilio di server dedicati a supportare un’esperienza di gioco più affidabile rispetto a un’infrastruttura P2P. Ciò nonostante, nei nostri test non abbiamo riscontrato particolari problemi di lag o disconnessioni, con un netcode che si conferma comunque stabile e piuttosto veloce in fase di matchmaking.

MotoGP 17
GIUDIZIO
MotoGP 17 è un importante crocevia per la serie e uno dei migliori capitoli della software house italiana: l’introduzione dei 60 fps anche su console eleva di molto il grado di realismo, anche grazie a un ulteriore step in avanti della fisica (quasi ai livelli di Ride 2) rispetto ai precedenti episodi della serie. Il titolo Milestone è dunque imperdibile per qualunque appassionato di moto, e alcuni difetti storici della serie, quali dettagli grafici non ancora al top, un’intelligenza artificiale migliorata ma non perfetta e qualche mancanza sul fronte contenuti, non compromettono di certo un’esperienza complessiva di alto livello soprattutto se amate le due ruote.
GRAFICA8
SONORO8.3
LONGEVITÀ8.5
GAMEPLAY8.5
PRO
Finalmente 60fps!
Fisica quasi ai livelli di Ride 2
Carriera manageriale ben riuscita
CONTRO
Il vecchio motore grafico sente il peso degli anni
Qualche contenuto in meno rispetto capitoli precedenti
Intelligenza artificiale ancora migliorabile
8.2
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