I Pokémon hanno forse bisogno di presentazioni? Probabilmente no, dopotutto il brand è in circolazione da esattamente vent’anni. Le dolci creaturine Nintendo sono state, sono e saranno ancora a lungo l’ossessione di milioni di giocatori, o sarebbe meglio dire collezionisti? La casa di Kyoto ha puntato tutto sulla mania ossessiva-compulsiva che governa anche l’umano più pigro e ha lanciato lo slogan più chiaro ed efficace al mondo: collezionali tutti!

La serie di Mystery Dungeon nasce come spin-off di quella principale e come tale presenta differenze più o meno sostanziali rispetto ai capitoli tradizionali. Super Mystery Dungeon, che giunge in Europa a qualche mese dalla pubblicazione americana, continua sul solco dei suoi predecessori ma introduce alcune interessanti novità. Non cambia la struttura di fondo. Siamo sempre di fronte a un gioco di ruolo, ma l’approccio è più di nicchia rispetto ai capitoli classici: avete mai sentito parlare di dungeon crawler e roguelike?

L’ALTRA FACCIA DEGLI RPG

Per farla breve, i dungeon crawler pongono particolare enfasi sull’esplorazione di dungeon: il giocatore è chiamato a raccogliere risorse, eliminare nemici e, nel caso, affrontare il boss di turno. Il termine viene spesso accostato a roguelike, variante dei giochi di ruolo in cui i dungeon vengono generati proceduralmente, ovvero sono diversi per struttura, risorse e nemici a ogni partita. I dungeon sono spesso labirintici, esteticamente ripetitivi e – pur con alcune eccezioni – vige la crudele regola della morte permanente. In altre parole, se muori perdi tutto e devi ripartire dall’inizio. Immaginate ora di applicare quanto detto ai Pokémon e otterrete Super Mystery Dungeon. Non temete, siamo di fronte a una versione più leggera e permissiva del roguelike.

In Super Mystery Dungeon non si vestono i panni del solito allenatore a caccia di Pokémon, bensì… di un Pokémon! O meglio, di un umano trasformato in Pokémon che finisce suo malgrado, e privo di memoria, nel mondo colorato delle creature Nintendo. Quell’umano siete voi: all’inizio del gioco una sorta di test attitudinale vi assegnerà il vostro alter ego tra una rosa di venti Pokémon. Non dovesse andarvi a genio la creatura proposta, potrete comunque selezionare quella a voi più congeniale. Vi verrà assegnata anche una compagna, destinata a diventare vostra partner durante l’avventura. Neanche il tempo di capire dove siete finiti, che un gruppo di Beheeyem inizierà a darvi la caccia. Dopo la fuga vi ritroverete nell’idilliaco villaggio di Borgo Quieto, pronti a iniziare la vostra vita di studenti. Ebbene sì, le prime ore di gioco sono un lungo (e tedioso) tutorial durante il quale vestirete i panni di un giovane scolaretto a cui verranno insegnate le basi. Il tutto si svolge tra Borgo Quieto e i numerosi dungeon in cui portare a termine le prime missioni. Se da una parte questa lunga introduzione consente di entrare pienamente nello spirito dell’avventura, dall’altra è innegabile che questa fase di gioco possa risultare sin troppo prolissa. La narrazione, nelle prime ore, non ingrana: dal punto di vista del ritmo non è certo un aspetto positivo. Tuttavia, i veri Pokémaniaci non si daranno certo per vinti. Borgo Quieto e i suoi abitanti, così come i primi dungeon, sono in fondo solo un assaggio di quel che il popoloso mondo dei Pokémon ha in serbo per voi. In Super Mystery Dungeon nessuna creatura manca all’appello: tutti i 720 Pokémon sono lì, pronti a fare la vostra conoscenza grazie all’Intersfera. Ma andiamo con ordine.

UNA GITA NEL DUNGEON

Il titolo sviluppato da Spike Chunsoft esprime la sua vera natura all’interno dei dungeon. I dungeon vengono generati a ogni partita, per cui cambiano sia i nemici che la posizione degli oggetti. In genere si tratta di aree labirintiche, divise per piani. L’obiettivo è esplorare ogni piano e cercare le scale che conducono al piano successivo. Per loro stessa natura, i dungeon si rivelano ripetitivi dal punto di vista della struttura – una sequenza di corridoi che sfociano in aree più ampie – ma è una caratteristica insita nel roguelike. Quel che conta è esplorare, fare esperienza, cercare la via d’uscita. Dal punto di vista delle meccaniche, Super Mystery Dungeon offre un sistema di combattimento ibrido, a metà tra strategico a turni e tempo reale. I Pokémon avversari si muovono solo quando il giocatore fa una mossa (e questo, sul fronte strategico, va assolutamente considerato). Quando vi trovate faccia a faccia con l’avversario potete selezionare l’attacco che desiderate e il vostro alter ego agirà. Poi tocca all’avversario, in un classico sistema a turni. La squadra agirà in autonomia, ma sarete voi a stabilire il tipo di tattica da mettere in campo. Il sistema di combattimento funziona, non fosse che nei dungeon la struttura a griglia incide sul movimento in tempo reale dei personaggi, spesso macchinoso e poco fluido.

Novità rilevanti di Super Mystery Dungeon sono sia gli attacchi in Sincronia, che permettono ai membri della squadra di sferrare attacchi in contemporanea, sia il sistema dei Cerchi e dei Litos. I Cerchi sono bracciali che possono essere equipaggiati prima di entrare nel dungeon; durante la missione si possono recuperare alcune pietre (i Litos) da incastonare nei Cerchi per aumentare potenza, difesa o altre caratteristiche. All’interno dei dungeon si possono inoltre recuperare risorse vitali e offensive. Non c’è solo la classica barra dei punti salute da tenere d’occhio, ma anche un’icona che segnala il livello di appetito. Durante l’esplorazione – si sa, esplorare fa venire fame – la barra tenderà a calare: se arriva a zero anche i punti salute verranno intaccati. È quindi importante far mangiare il vostro Pokémon, oltre a mantenerlo in salute durante i combattimenti (i punti salute si rigenerano automaticamente e progressivamente dopo ogni scontro). All’interno dei dungeon non è possibile salvare (a meno che non possediate un determinato oggetto che potete acquistare all’emporio del paese), per cui in caso di morte, se sprovvisti di oggetti che riportino in vita, perderete risorse e denaro accumulati e dovrete ripetere l’intero dungeon. In alternativa, sarà possibile lanciare un messaggio di soccorso. In quel caso dall’isola Pelipper potrebbe giungere un Pokémon in vostro soccorso. L’isola Pelipper consente di rigiocare vecchi dungeon oppure di lanciare un segnale ad altri giocatori o di creare un team di soccorso con cui andare a recuperare personalmente i Pokémon caduti in battaglia.

COLLEZIONALI TUTTI!

Si parlava del popoloso mondo dei Pokémon. Al termine del lungo tutorial iniziale il giocatore avrà accesso all’Intersfera. In quel momento il gioco inizia a ingranare per davvero, sia perché la trama ha finalmente modo di svilupparsi (rivelandosi inaspettatamente arzigogolata), sia perché il giocatore può iniziare e reclutare gli altri Pokémon. E sono tantissimi. L’Intersfera mostra le connessioni tra i Pokémon e consente di accettare missioni. Portate a termine con successo le missioni assegnate dai Pokémon e questi si uniranno al vostro team. Non solo, verranno anche attivate nuove connessioni, tramite una sorta di diagramma ad albero che mostra ulteriori connessioni e “sblocca” nuovi Pokémon. Una sorta di social network à la Pokémon.

Superate le prime (lente) ore di gioco, i Pokémaniaci troveranno pane per i loro denti.

Super Mystery Dungeon ha tutto quello che un appassionato di Pokémon può desiderare. È semplicemente meno immediato rispetto alla serie tradizionale e la sua struttura da dungeon crawler con elementi roguelike potrebbe non essere adatta a tutti. Da questo punto di vista il titolo sa rivelarsi tanto ripetitivo (purtroppo) quanto gratificante (per fortuna) sul lungo periodo. Superate le prime (lente) ore di gioco, i Pokémaniaci troveranno pane per i loro denti. Tutti gli altri guardino pure altrove.

GIUDIZIO

Super Mystery Dungeon si conferma uno spin-off più che discreto. Farà felici gli appassionati dei Pokémon, a patto che sappiano apprezzare il (difficile) genere dei dungeon crawler. In quel caso, buona avventura!