Sin dal giorno in cui Sony è riuscita a conquistare l’esclusività temporale dei DLC di Call of Duty, strappandola di fatto alla storica egemonia di Microsoft, sono sempre stato curioso di vedere in che modo Activision e Treyarch avrebbero gestito il supporto post-lancio di Black Ops 3. L’ipotesi più prevedibile  è che qualitativamente parlando non sarebbe cambiato poi tanto rispetto agli scorsi anni, ma qualcosa dentro di me mi diceva che questa nuova partnership, avrebbe in qualche modo cambiato le carte in tavola, accrescendo così di riflesso l’offerta ludica per gli appassionati di questa storica saga… e Awakening, non ha fatto altro che confermare le mie supposizioni!

Non siamo chiaramente di fronte a un contenuto aggiuntivo rivoluzionario o all’insegna della massima originalità, ma come vedremo fra poco il lavoro svolto da Treyarch denota una solidità di fondo davvero difficile da ignorare nonché un rapporto qualità prezzo che non potrà certo deludere tutti coloro che nei mesi scorsi avevano dato fiducia al team di sviluppo assicurandosi il season pass di Black Ops 3.

Tralasciando Der Eisendrache, primo capitolo di una nuova avventura per la modalità zombie che personalmente considero la vera ciliegina sulla torta di Awakening (ma ne parleremo meglio più avanti), sono infatti proprio le quattro nuove mappe a garantire parecchie soddisfazioni, evidenziando sin dalle primissime sfide l’enorme lavoro svolto dagli sviluppatori per proporre qualcosa che potesse arricchire l’offerta ludica del prodotto in maniera davvero coerente ed efficace.

Skyjacked, ad esempio, rappresenta il proverbiale anello di congiunzione tra il presente il passato della serie, proiettandoci nel vivo di una vera e propria reinterpretazione in chiave moderna di Hijacked di Black Ops 2. In questa mappa l’azione si è dimostrata intensa e frenetica come un tempo, con modifiche strutturali perfette per capitalizzare sulla maggior mobilità che contraddistingue il gameplay di Black Ops 3. Un grande classico insomma, che pur avendo un sapore diverso, saprà senz’altro divertirvi addirittura più della sua controparte originale.

Con Rise, al contrario, le cose si sono fatte decisamente più complesse, non solo perché parliamo di un’ambientazione del tutto inedita, priva di particolari richiami al passato, ma perché la sua particolare conformazione strutturale si presta alle strategie più diverse. La fredda ambientazione di Zurigo coniuga infatti ampi spazi esterni con caotici ambienti interni, arricchendo il tutto con diverse zone in cui l’acqua accresce l’imprevedibilità dell’azione in maniera davvero straordinaria. Sopravvivere al suo interno per più di un minuto potrebbe essere un’impresa alla portata di pochissimi.

E restando in tema di acqua non possiamo non finire a parlare di Splash, mappa tanto bizzarra quanto irresistibile, ambientata in un parco acquatico. Inutile dire quanto la natura di tale ambientazione si sposi alla perfezione con una realtà bellica di questo tipo  (sorprendere un nemico dopo essere sbucati fuori da uno scivolo ha un fascino unico, e ve ne renderete conto dopo la primissima uccisione!) e se a questo aggiungiamo l’abbondanza di acqua, con tutte le variabili che ne derivano, è facile intuire quale sia lo effettivo calore di questa mappa.

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Chiude poi il quartetto Gauntlet, appariscente sito di addestramento suddiviso in tre corsie stilisticamente è strutturalmente molto diverse tra loro (una simulazione di un ambiente urbano, una di una zona innevata e una di un contesto forestale, ognuna con opportune variazioni climatiche) che nonostante un’estensione orizzontale indipendente, finiscono col convergere in zone nevralgiche che ospitano gran parte dell’azione. Grande imprevedibilità dunque, che unita a una componente stilistica particolarmente azzeccata, regala assicura una dose di divertimento non indifferente.

A completare l’offerta di Awakening troviamo infine il sopracitato Der Eisendrache. Riallacciandosi direttamente agli eventi di The Giant, questo primo capitolo accresce notevolmente il già evidente valore della modalità Zombie, proponendo una mini-avventura di grande impatto visivo in cui, come da tradizione, la cooperazione gioca un ruolo di primaria importanza. La sensazione è che per certi versi la difficoltà media sia inoltre leggermente superiore rispetto alle attese, ma ciò non toglie che gli irriducibili del gioco e della modalità in questione non avranno certo problemi a portare a casa la pelle sin dai primissimi tentativi.

GIUDIZIO

Difficile immagine un modo migliore per inaugurare il supporto post lancio dell’ultimo capitolo di Call of Duty. Awakening non sarà la rivoluzione è che molti attendevano ma è senz’altro una splendida conferma del valore di Black Ops 3.