Lanciato lo scorso ottobre su PC, Rebel Galaxy è considerato da molti come una piccola perla di game design, e proprio alla luce di questo era solo questione di tempo prima che i ragazzi di Double Damage si decidessero a proporre il loro piccolo capolavoro anche su Xbox One e PlayStation 4. La domanda a cui rispondere a questo punto è tuttavia soltanto una: questo poliedrico titolo di fantascienza sarà riuscito a confermarsi degno di attenzione?

LIBERI DI SPAZIARE

La prima cosa da sottolineare è che, come ampiamente prevedibile, il titolo non evidenzia alcun tipo di cambiamento strutturale o concettuale rispetto alla controparte per PC, riproponendo dunque la medesima avventura che molti di voi potrebbero aver avuto modo di sperimentare circa un anno fa. La conversione, tuttavia, può dirsi comunque un successo (almeno su Xbox One, dove ho avuto modo di provarla) visto che non si registrano problemi tecnici di alcun tipo ma, al contrario, l’impatto visivo con la realtà di gioco è perfettamente in linea con le aspettative.

Tutto, insomma, è rimasto così come ce lo aspettavamo, garantendo quella stessa, pregevolissima esperienza che con il suo mix di combattimenti spaziali, commercio e interazione interpersonale, ha fatto innamorare parecchi giocatori ai tempi del suo debutto su PC. La grande libertà alla base dell’esperienza, garantisce infatti una progressione ricca di stimoli e soprattutto mai banale perché, essenzialmente… potrete fare ciò che volete quando lo vorrete.

Sebbene vi sia ovviamente un filone narrativo principale a introdurci al mondo di gioco, l’aspetto più esaltante del prodotto è che niente è necessariamente “obbligatorio”, il che vuol dire che, volendo, potrete abbandonare la main quest sin dai primissimi minuti e lanciarvi nello spazio aperto per perseguire qualsiasi obiettivo abbiate in mente. Desiderate una vita da cacciatori di taglie? Benissimo. Preferite il commercio? Trasformatevi nel miglior mercante che si sia mai visto nello spazio aperto. Avete un debole per l’illegalità? Allora la vita da pirata farà senz’altro al caso vostro.

Per farla breve nulla vi sarà precluso ma ciò non toglie che le vostre decisioni vi condurranno, sempre e comunque, a dover affrontare una vasta gamma di combattimenti a bordo di navi spaziali che potrete ovviamente scegliere, personalizzare e potenziare nella maniera che riterrete più opportuna. Soldi permettendo, ovviamente. Tante sono infatti le possibilità di modificare caratteristiche e armamenti delle svariate navi che il gioco ha da offrire, e considerando anche l’ottima profondità tattica delle fasi di combattimento le soddisfazioni sono davvero assicurate.

La componente economica, come accennato poc’anzi, gioca inoltre un ruolo di primaria importanza nell’universo di Rebel Galaxy il che vuol dire che, a prescindere dal tipo di esperienza che deciderete di portare avanti, dovrete assicurarvi di avere sempre le tasche piene. Come riempire, chiaramente, dipenderà da voi ma una cosa è certa: più soldi avrete da spendere, più libertà avrete e dunque… maggiore sarà il divertimento, specie se consideriamo che il gioco permette di continuare a esplorare il vastissimo universo di gioco proposto anche al termine della main quest.

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Il sistema d’interazione è abbastanza valido ma non regala quelle emozioni che invece uno si aspetterebbe.

Insomma, Rebel Galaxy si conferma dunque un titolo di ottimo spessore, minato solo da quei difetti di cui gli utenti PC sono ormai bene a conoscenza: una narrazione spesso scialba con personaggi incapaci di suscitare emozioni, in comparto grafico non proprio da strapparsi i capelli e una progressione che, agli occhi di alcuni, potrebbe risultare a tratti un po’ troppo dispersiva e poco stimolante. Siamo infatti di fronte a uno di quei classici prodotti che necessitano tempo e fiducia per essere capiti e apprezzati come si deve, ma considerando un prezzo davvero appetibile (solo 20 euro) non c’è davvero ragione per sconsigliarvi di provarlo.

GIUDIZIO

Rebel Galaxy è un titolo ricco di ottimi spunti che con un po’ più di cura sul versante narrativo e della progressione, avrebbe davvero “rischiato” di trasformarsi in un capolavoro assoluto.