The Solus Project – Primi passi nello spazio

Se come il sottoscritto siete fan dell’Interstellar di Christopher Nolan, allora The Solus Project vi farà tornare in mente il tanto discusso film di fantascienza dal regista della trilogia de Il Cavaliere Oscuro. Inviato negli angoli remoti della galassia con il compito di donare speranza all’umanità, condannata per via del deterioramento del nostro pianeta Terra, saremo improvvisamente vittime di uno strano incidente che ci costringerà a una vita nella più totale solitudine, spingendo il nostro istinto di sopravvivenza a emergere per guadagnarci cibo e riparo.

In questo primo “diario di sopravvivenza”, vi narreremo le impressioni nei panni di un sopravvissuto su un pianeta tutt’altro che ospitale.

ALIENS WORLD

Precipitati su un pianeta alieno, l’unico equipaggiamento a nostra disposizione sarà un pad che mostrerà tutte le statistiche del nostro personaggio: sete, fame e salute. Viene naturale quindi dedicare i primi momenti di gioco all’esplorazione e all’acquisizione dei vari materiali che ci permetteranno di sopravvivere all’interno del mondo alieno. In questo frangente, ci accorgiamo di come il connubio survival/action sia un po’ forzato: il gioco strizza decisamente l’occhio all’avventura, cercando di creare un’esperienza immersiva e dedita all’esplorazione di un pianeta, che sebbene ricordi molto la Terra in termini di level design (in particolare nella conformazione delle ambientazioni, architettura e paesaggi) spinge comunque alla continua scoperta e curiosità. Questo aspetto fa perdere un po’ di valore alla componente survival che il team di sviluppo ha tentato di integrare nel gameplay.

I fan del genere survival classico resteranno probabilmente delusi infatti da come il team ha scelto di gestire tutta la parte relativa alla sopravvivenza: The Solus Project rinuncia ai menu tipici del genere, adottando uno stile minimalista che permette al giocatore di non perdersi tra le varie opzioni di crafting, facendoci vivere un’esperienza più godibile e meno “ingolfata” da tutti gli elementi caratteristici della tradizione survival. La versione che abbiamo provato è ben lontana dall’essere completa, con una campagna single-player non interamente giocabile, ma nonostante un test preliminare in cui abbiamo visto davvero poco, il gioco ci sta piacendo, mostrando diverse potenzialità interessanti. Allo stato attuale, la build Early Access su PC non brilla tecnicamente, sebbene l’Unreal Engine 4 sia sfruttato a dovere, regalando paesaggi davvero intriganti.

Teotl Studios ha dato vita a un progetto interessante: in attesa di provare la versione finale, ci sentiamo di consigliare l’esperienza a chiunque avesse voglia di vivere un’avventura dallo stampo fantascientifico, unita a un gameplay capace di fondere (seppur con qualche rinuncia e forzatura) dinamiche classiche dei tanti amati survival moderni a un ritmo che punta a concentrarsi anche sull’azione e la scoperta. Da sottolineare poi, come il gioco sia uno dei primi a supportare i visori in realtà virtuale, aspetto che dovrebbe accrescere ancora di più la capacità di immedesimazione nel protagonista, il senso di desolazione e paura nell’esplorazione di un pianeta sconosciuto. Non ci resta che attendere l’esordio dell’edizione definitiva per scoprirlo!