One Piece Burning Blood – Provata la versione PS4

One Piece è senza dubbio uno dei manga più celebri e venduti di sempre. Lanciato in Giappone nel lontano 1997, è sbarcato in territorio europeo nel 2001, al quale è poi succeduto anche un anime a puntate tutt’ora in svolgimento. Sul versante videoludico i capitoli e le console interessate sono stati parecchi, anche se negli ultimi anni il genere proposto è stato uno solo: il musou. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un action con visuale in terza persona dove il personaggio controllato si trova a combattere contemporaneamente con decine e decine di nemici. Un genere su cui sono state sviluppate numerose licenze negli anni, da Saint Seiya a Ken Shiro, passando per Gundam. Inutile sottolineare il successo clamoroso di queste produzioni nel territorio orientale.

Bene, dimenticatevi questa piccola parentesi sul passato videoludico di One Piece perché, grazie al publisher Namco Bandai, è ormai in dirittura d’arrivo One Piece Burning Blood, che si discosterà in modo netto con il recente passato, rifacendosi invece alla classica concezione picchiaduro a incontri 1 vs 1. Qualche giorno fa siamo stati invitati a un evento organizzato da Bandai Namco, nella sede Video Games Party di Milano, durante il quale il team Spike Chunsoft era presente per svelare le ultime novità di Burning Blood. Durante la presentazione, il producer Koji Nakajima e il game director Hiroyuki Kaneko hanno mostrato al pubblico alcune sessioni di gioco, “impersonate” dallo stesso Kenako, buffamente travestito in perfetto stile giapponese. Scopriamo insieme le peculiarità principali.

PRIMO ROUND

One Piece: Burning Blood riprende le meccaniche già viste in altri picchiaduro finanziati da Bandai Namco: combattimenti all’interno di arene piuttosto grandi, in cui i personaggi possono muoversi liberamente sfruttando le tre dimensioni e una discreta interazione con oggetti presenti negli scenari. I personaggi che si fronteggiano sul campo sono sempre due, ma le fazioni sono composte ciascuna da tre elementi e ognuno può intervenire nel combattimento con la semplice pressione di un tasto, formula resa celebre da King of Fighters e ripresa da Spike Chunsoft direttamente dal recente J-Stars Victory VS+. Il nostro test è cominciato con un’amichevole contro l’intelligenza artificiale, unica tra le modalità accessibili in questa prova. Nella versione completa sarà disponibile anche la Guerra Suprema, campagna farà ripercorrere momenti decisivi della storia di One Piece nell’arco narrativo di Marineford, scegliendo fra quattro diversi personaggi (Ace, Akainu, Barbabianca e Rufy). Non mancheranno la classica modalità Versus per gli incontri amichevoli e la variante Versus Online, che permetterà di ingaggiare sfide online. Numerosissimo il cast, se pensiamo che a oggi sono già stati annunciati ben 34 personaggi e le carte non sono ancora state del tutto scoperte.

Pad alla mano, One Piece Burning Blood si è dimostrato piacevole, le mosse sono parecchie per tutti i personaggi e sempre spettacolari soprattutto quando hanno luogo le trasformazioni, che si possono attivare con la pressione di R3 (nella versione PS4 testata) una volta caricata la classica barra di energia e che riprendono ovviamente le caratteristiche delle controparti del fumetto. Ogni mossa può essere legata fino a formare delle combo e da questo punto di vista è ottimale conoscere bene i protagonisti in modo da sapere quando è il momento giusto per sferrare l’attacco. La possibilità di passare da un personaggio all’altro con la pressione dei tasti L2 e R2 permette al giocatore di sorprendere l’avversario con un approccio diverso, ma l’aspetto più interessante è senza dubbio la possibilità di utilizzare attacchi combinati o sfruttare il supporto degli alleati per uscire da situazioni difficili. Sarà possibile affidare delle abilità aggiuntive a ciascun personaggio della propria squadra in fase di selezione dal menu, che saranno poi utili nei combattimenti (come la capacità di curare durante gli scontri, che potrà essere affidata a un “medico” e permetterà di recuperare dei punti vita durante il match).

IL FRUTTO DEL DIAVOLO

Inutile sottolineare l’importanza dei vari Frutti del Diavolo in un gioco basato sul manga di One Piece, e di certo Spike ha posto particolare attenzione per ricostruire con estrema fedeltà le peculiarità di ciascun frutto e relativi vantaggi che i personaggi possono ottenere. Al momento, però, sembra esserci qualche problema di bilanciamento fra le diverse abilità, perché i personaggi in grado di usare le abilità Haki oppure i Frutti del Diavolo di tipo Rogia sono letteralmente una spanna sopra a tutti gli altri comprimari. In particolare coloro che utilizzano le tecniche Rogia risultano praticamente immuni ai colpi standard sfruttando la parata Rogia Guard, che può essere ostacolata solo da colpi speciali.

L’impressione è che alcuni personaggi siano inseriti nel roster più per fan-service che per effettiva utilità: il timore è che nella sfide online della versione completa ci sia un eccessivo abuso di personaggi devastanti del calibro di Rufy e Sabo (due fra quelli in grado di utilizzare sia le tecniche Haki che le abilità Rogia), e che il divertimento possa scemare dopo poche sessioni multiplayer. Il che sarebbe decisamente un peccato, visto che il gameplay prevede tante variabili divertenti come, ad esempio, le mosse Ultimate: utilizzabili solo una volta riempita l’apposita barra (che avanzerà a ogni colpo incassato), le super abilità permettono di liberare tutte le abilità del protagonista in un devastante attacco ripreso con estrema fedeltà dagli anime di One Piece, e sono le uniche mosse in grado di ribaltare l’esito di un incontro.

Dal punto di vista grafico l’impatto è abbastanza buono, nonostante la leggera presenza di aliasing. Fortunatamente, il comparto grafico in cel-shading fa come sempre un’ottima figura e i 60 fotogrammi per secondo paiono molto solidi, nonostante la build testata su PlayStation 4 non fosse ancora quella definitiva. Pur non brillando particolarmente per l’impatto estetico, gli stage che abbiamo avuto modo vedere durante la prova sono sembrati abbastanza dettagliati e ben ispirati alle location del manga. Nonostante gli sforzi di Spike Chunsoft e Bandai Namco nell’estendere l’appeal del brand One Piece a un pubblico diverso dai semplici fan della serie, è difficile che Burning Blood possa minare lo strapotere di Street Fighter V, che ha letteralmente monopolizzato l’attenzione degli estimatori del genere picchiaduro. Espressamente dedicato agli estimatori del manga, per i quali prendere in mano il pad è in realtà una scusa per rivivere alcuni momenti della saga sulle proprie console, Burning Blood appare un ottimo fan-service, e su questo aspetto la produzione Namco Bandai sembra aver centrato perfettamente il bersaglio.

Concludiamo segnalando che One Piece Burning Blood giungerà in Europa dal prossimo giugno esclusivamente in formato digitale per quanto riguarda il PC, mentre le versioni PlayStation 4, Xbox One e PS Vita godranno della duplice edizione retail/digitale. Le versioni per console saranno disponibili anche nell’intrigante Collector’s Edition, che offrirà l’action figure da collezione di Barbabianca, mentre chi effettuerà il pre-order sarà premiato con una steelbook e la versione Fourth Gear dell’attacco Ultimate per il personaggio di Rufy.