Xenoblade Chronicles 2: provata la versione finale del gioco di ruolo

Lo splendido 2017 di Switch sembra ben lungi dall’essere archiviato: dopo gli incredibili successi di The Legend of Zelda: Breath of The Wild e Super Mario Odyssey (senza dimenticare Mario Kart 8 Deluxe, Splatoon 2 e Mario + Rabbids Kingdom Battle), è ormai in arrivo anche Xenoblade Chronicles 2, attesissimo sequel del JRPG in sviluppo presso Monolith Soft e previsto in esclusiva per la console Nintendo dal 1 dicembre. L’ennesimo pezzo da novanta proposto da Nintendo per il 2017 della sua console, l’ultimo di una serie di grandi successi proposti in soli otto mesi trascorsi dall’esordio ufficiale di Switch, che stanno rafforzando il successo della piattaforma come dimostrano le vendite a livello globale dichiarate dalla stessa casa giapponese in più di un’occasione.

Xenoblade Chronicles 2 è un sequel del capitolo originale per Wii e, sebbene a livello di trama i riferimenti siano praticamente nulli, si riposiziona dopo l’ottimo Xenoblade Chronicles X, spin-off che ottenne ottimi consensi al suo esordio su Wii U pur non risultando all’altezza del capitolo originale. Grazie a un evento organizzato a Milano da Nintendo,  abbiamo assistito alla presentazione ufficiale di Xenoblade Chronicles 2, che si preannuncia come uno dei viaggi più appassionanti tra quelli ideati dai maestri di Monolith Soft.

Xenoblade Chronicles 2

L’IMPORTANZA DEL LEGAME

Messi da parte gli enormi ma asettici Skell, i mech antropomorfi visti in Xenoblade Chronicles X, questo sequel coadiuva l’essenza dell’esperienza attorno alla figura dei Gladius, speciali creature di cui i Ductor, nella fattispecie il protagonista Rex, possono servirsi in battaglia. Senza entrare nei particolari della trama, che approfondiremo in fase di recensione, vi basti pensare che il legame che si instaura tra il Ductor e il suo Gladius (con cui riesce ad entrare in sintonia grazie a preziosi cristalli) è fondamentale sia a livello narrativo, ad esempio nel rapporto che si instaura proprio tra Rex e il Gladius primario Pyra, sia a livello di gameplay, dato che lo sviluppo delle affinità tra i due ruoli consente l’apprendimento di tutta una serie di meccaniche che permettono di variare molto tra uno stile di combattimento e l’altro. Esistono infatti Gladius puramente d’attacco, quelli invece difensivi, o ancora ci sono quelli più equilibrati e adatti a tutte le situazioni.

L’importanza delle relazioni tra queste due categorie di personaggi è anche lo specchio di una narrazione più che mai in primissimo piano e in perfetto stile JRPG, densa di emozioni e colpi di scena sin dai primi capitoli, con tantissimi personaggi ben approfonditi e dotati di profonda connotazione; una sceneggiatura che nel primo Xenoblade Chronicles era stata un vero tripudio di emozioni ma che invece nell’episodio X aveva lasciato una certa freddezza di fondo, con il pianeta Mira e la sua esplorazione a fare da vero protagonista dell’avventura a tal punto da oscurare del tutto i personaggi principali.

UN LUNGO VIAGGIO

Xenoblade Chronicles 2 presenta un mondo chiamato Alrest, composto da enormi titani che aleggiano pensierosi tra le nuvole e lungo i quali sono sorte vere e proprie comunità molto distinte tra loro, sia in termini di forme di vita che di ambientazioni. Uno dei primi titani che incontriamo durante il Capitolo 2 è situato nella Provincia di Gormott, sulla cui schiena è sorta una vera e propria città all’interno di una piana ricca di vegetazione naturale e pregna di creature. Nelle città, come il più classico dei giochi di ruolo, è possibile acquistare e vendere oggetti di varia natura, frequentando i numerosi negozi sparsi tra le vie piene di NPC pronti a chiacchierare con Rex, Pyra e i suoi accompagnatori, e migliorare così il proprio equipaggiamento cercando oggetti e armamenti.

La struttura di Xenoblade Chronicles 2 sembra comunque meno aperta, nel senso stretto del termine, rispetto a quella di Xenoblade Chronicles X, in cui Mira era un universo sconfinato e completamente collegato. I titani sono sì enormi e liberamente esplorabili una volta raggiunti, e di fatto disegnano tutte le ambientazioni disponibili, ma questa suddivisione sembra rendere più circoscritta l’esplorazione e per questo motivo meno dispersiva rispetto al precedente lavoro di Monolith Soft.

Xenoblade Chronicles 2

L’EVOLUZIONE DEL JRPG

Il genere JRPG è cambiato negli ultimi anni con profondi rinnovamenti, anche grazie all’apporto del franchise Xenoblade, discostandosi con forza dagli storici giochi di ruolo giapponesi soprattutto per quanto concerne il sistema di combattimento. Oggi il combat system a turni è solo un lontano ricordo: Xenoblade Chronicles 2 è infatti caratterizzato da un gameplay quasi sempre in tempo reale, con influenze action tipicamente occidentali. Dopo una prima prova del codice finale, possiamo dire che i combattimenti sembrano una fusione dei primi due capitoli della saga: ogni Ductor può utilizzare in battaglia fino a tre Gladius contemporaneamente, legando gli attacchi con potenti combo per sfruttare mosse speciali a caricamento e semplici quick time event, a seconda del potere lanciato. Il personaggio controllato non può muoversi invece durante gli attacchi, questo perché il team di sviluppato ha voluto dare molta importanza alla scelta del posizionamento, che sarà cruciale per lo sfruttamento degli attacchi a catena.

Il nostro cammino in Xenoblade Chronicles 2 è cominciato solo da una manciata di ore, ma non vediamo l’ora di vedere i prossimi sviluppi anche solo per valutare fino a che profondità si è spinta Monolith Soft nella costruzione del sistema di combattimento.

UN’OPERA MAESTOSA

Le buone sensazioni avute sul fronte della struttura di gioco le abbiamo avvertite anche per il comparto tecnico di Xenoblade Chronicles 2, che con ogni probabilità è quanto di più ambizioso sia stato messo in piedi dai ragazzi di Monolith Soft. Secondo quanto riferito da Nintendo nel corso dell’evento milanese, il titolo gira a una risoluzione di 720p sia in modalità dock che in quella portatile, anche se in quest’ultima abbiamo notato una decisa perdita di definizione e dettaglio rispetto alla modalità TV. Attendiamo quindi come sempre l’analisi approfondita dagli esperti di Digital Foundry per scoprire come si comporta l’ultima fatica della software house giapponese. A parte la leggera delusione per la risoluzione finale rispetto agli standard odierni, non si può non apprezzare il colpo d’occhio e la maestosità della realizzazione dei titani e delle creature che li compongono; si tratta di un risultato davvero notevole se pensiamo che il tutto gira su un piccolo tablet come il blocco centrale di Switch. A tutti questi elementi si lega il fatto che orario e meteo sono completamente dinamici: è facile assistere a splendidi tramonti, cascate di pioggia, nebbia e albe da capogiro, in grado di elevare ancor di più l’atmosfera di gioco, sebbene con qualche leggero senso di déjà vu per chi avesse già spolpato a dovere i due capitoli precedenti della saga.

Chiudiamo con un cenno al Season Pass, che ci ha incuriosito visto che a detta della stessa Nintendo sarà il più corposo mai realizzato per un titolo della casa giapponese, nonché il più costoso visto che sarà proposto al prezzo di 29.99 euro; al momento però, non sono stati forniti dettagli né sull’uscita né tantomeno sui possibili contenuti e modalità; non ci resta dunque che attendere maggiori informazioni in merito. In definitiva, queste prime ore in compagnia di Xenoblade Chronicles 2 ci hanno pienamente convinto, e non vediamo l’ora di potervi raccontare tutto nella nostra recensione completa che arriverà su queste pagine nelle prossime settimane, quando avremo finalmente spolpato ogni angolo dell’opera firmata Monolith Soft.