Conan Exiles – Provata l’Early Access su PC

Conan il Barbaro nasce come personaggio letterario dalla matita di Robert E. Howard. I suoi libri fanno parte di quel particolare genere chiamato Heroic Fantasy, cioè il tipo di racconto composta da eroi ultra forzuti, donne bellissime e uno spirito d’avventura implacabile.

Ambientato nell’Era Hyboriana, un tempo immaginario molto simile alla preistoria, l’universo di Conan è stato reso celebre dalla pellicola hollywoodiana interpretata da Arnold Schwarzenegger, ma non si tratta certamente dell’unica opera di rilievo per la serie: numerosi fumetti riguardo al guerriero cimmero (da Cimmeria, la terra di origine di Conan) sono stati pubblicati nel corso degli anni, e molte volte si è sfruttata l’immagine di Conan per citazioni, vedi la copertina di Deadpool – In Viaggio con la Testa oppure la serie fittizia di Grognak il Barbaro in Fallout (coincidenze che abbia inserito queste due citazioni?).

Conan si appresta a tornare sulla scena videoludica con Conan Exiles, una storia parallela a quella originale in cui gli Exiles (o Esuli), sono legati a doppio filo con Conan e devono al barbaro una seconda possibilità di riscatto. Abbiamo provato con mano la versione Early Access del nuovo survival targato Funcom, in cui l’obiettivo è quello di sopravvivere, costruire e dominare nei panni dell’iconico personaggio.

LA CROCE ATTENDE

La nostra avventura comincia su una croce nel bel mezzo del deserto. Abbandonati da tutto e da tutti dopo aver assistito alla decimazione della nostra famiglia ed essere accusati di crimini mai commessi, l’unica speranza è di morire il prima possibile. A un tratto, però, un uomo alto, forzuto, con i capelli lunghi e armato di ascia accorre in nostro aiuto. Con un discorso sulla libertà “degno” di Abramo Lincoln, veniamo sciolti e dotati di un braccialetto, che ci fa entrare di fatto nel gruppo degli Esuli di Conan. Ovviamente non siamo i primi sopravvissuti, e come noi molti altri cercano di uccidere tutto ciò che potrebbe nuocergli.

Il bello di Conan Exiles è che, a differenza di un Rust o un Ark: Survival Evolved qualsiasi, durante l’avventura si possono trovare dei diari e lettere appartenuti ad altri NPC. Una sorta di lore che lo distingue da ogni altro gioco presente sul mercato. Nel corso della partita, mi sono difatti imbattuto in una lettera scritta dalla stessa ragazza del trailer introduttivo, nella quale spiegava come avesse deciso di affrontare il suo cammino. Il mondo di gioco è popolato da creature uniche: dai fastidiosissimi Imp, esseri minuscoli dall’aspetto orchesco, fino a un immenso e spaventoso serpente già intravisto nei primi video, che fa parte a tutti gli effetti del mondo di Conan il Barbaro.

TRANQUILLO, NON C’È FRETTA…

Quando vi mettete davanti al PC perché siete riusciti a trovare un buco nella giornata, la prima cosa che volete è sicuramente ottimizzare i tempi di gioco. Se avete a disposizione dieci minuti liberi, Conan Exiles non è la prima scelta: non parlo della creazione del personaggio all’inizio del gioco, ma dell’eterno tempo di caricamento di cui il gioco ha bisogno per creare il mondo a ogni avvio. Si tratta di quasi cinque minuti di attesa, il tempo di prendere un cappuccino con biscotti, anche se la colonna sonora rende il tutto più epico e smorza in parte l’attesa.

Il primo approccio con il gioco non è certo dei migliori: trattandosi di una versione work-in-progress è normale trovarsi di fronte a bug ed errori, ma è bene sottolineare che la versione attuale del gioco soffre particolarmente con configurazioni hardware mediamente potenti, arrivando a bloccarsi e muoversi a scatti non appena si trova un nemico con cui combattere. Problemi di gioventù e ottimizzazione su cui il team di sviluppo dovrà lavorare per rendere il sandbox godibile e mai frustrante, ma ci sono comunque molte note positive, come l’effetto dinamico applicato alle ombre. Questo dettaglio si nota specialmente al tramonto: al calare del sole, l’allungarsi dell’ombra sulle lande desolate è semplicemente perfetto. In molti giochi si tende a non considerare gli effetti d’ombra, con risultati che spesso fanno calare drasticamente il senso di realismo e l’impressione generale sull’estetica del gioco. Conan Exiles, invece, può contare su un’ombra specifica per ogni oggetto, che cambia a seconda della posizione del sole: un punto in più per quelli di FunCom.

UNA VITA NEL DESERTO

Uno degli aspetti più intriganti di Conan Exiles è sicuramente la personalizzazione del personaggio. Ark: Survival Evolved ci aveva provato a suo tempo, permettendoci di gonfiare il petto del nostro personaggio come un pavone, ma Conan Exiles alza ulteriormente l’asticella, permettendoci di dimostrare agli altri la nostra “potenza” grazie al parametro “Endowment”, ovvero la lunghezza del… beh avete capito. Per quanto riguarda i personaggi femminili, invece, potremo aumentare a piacimento la lunghezza del seno. Tuttavia, messa da parte questa piccola parentesi divertente, il sistema di personalizzazione non risulta troppo elaborato (almeno per ora), anche se ci permette di scegliere l’etnia e la religione. Di quest’ultima ancora non sappiamo ancora l’utilità ai fini dell’esperienza ludica, ma probabilmente svolgerà un ruolo particolare quando il team di sviluppo introdurrà gli incantesimi nel gioco.

Survival significa crafting, e crafting significa ricerca delle risorse. Conan Exiles offre un’esperienza di gioco particolarmente “collaborativa” per quanto riguarda l’ultimo fattore: non ci ritroveremo mai a fare a pugni con un albero oppure a prendere a sassate una roccia. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno si trova a terra, e nelle prime fasi di gioco persino in abbondanza. Alla base di tutto il crafting ci sono rocce, fibre di pianta, rami e legna. Con questi quattro elementi potrete creare qualsiasi oggetto possibile, da un semplice muro in pietra fino a un altare sacrificale. Tuttavia alcune “ricette” richiedono dei derivati: un oggetto fondamentale è la corda, ricavabile dalle fibre, che può essere usato per creare armi e attrezzi. Fate attenzione però: un bug potrebbe eliminare qualche creazione, come le frecce nell’inventario oppure il nostro letto, costringendoci a riposare… per terra.

Nel mondo reale, nessuno andrebbe a tagliare la legna con un piccone oppure a spaccare rocce con un’ascia, ma in Conan Exiles saremo costretti ad arrangiarci nelle prime fasi dell’esplorazione, ottenendo chiaramente meno risorse. Se doveste rompere l’oggetto che avete appena costruito con sudore e fatica, state tranquilli, in quanto basteranno pochi materiali per ripararla. Nel posizionamento degli oggetti, è importante fare molta attenzione, in quanto una volta piantati a terra sarà impossibile spostarli. L’unico modo per recuperare le risorse sarà rompere la creazione, ottenendo però relativamente pochi materiali.

DIVENTARE UN GUERRIERO

Per potersi nutrire e non morire di fame non basta andare in cerca di bacherozzi come Timon e Pumbaa: l’unico modo per sopravvivere è combattere contro le creature che popolano il mondo di gioco. Abbiamo accennato agli Imp, brutti e fastidiosi, ma non mancheranno struzzi e ragni, che sono particolarmente pericolosi. Ogni creatura uccisa può concedere pelle, ossa o carne, la quale va cotta onde evitare malattie e disagi. Trattandosi di un Rust-like, il server può essere popolato da altri giocatori con i quali possiamo allearci oppure scannarci a vicenda per ottenere un po’ di oggetti. Emozionante è sicuramente il lato cooperativo: vi sarà possibile infatti la possibilità di esplorare dungeon in compagnia di amici e magari uccidere quella specie di Cthulhu volante.

Ci auguriamo che la promessa di continuare ad aggiornare il titolo attraverso nuovi elementi, oltre a correggere i bug, venga mantenuta. Ci aspettiamo di vedere magie e incantesimi, nuove e incredibili armature, e chissà quali strani mostri, che ovviamente non faranno altro che bloccarci a vita il PC. Voi, invece, rimanete sintonizzati per ulteriori approfondimenti su Conan Exiles, in attesa di una futura recensione che pubblicheremo una volta che il gioco uscirà dalla versione Early Access e debutterà in formato completo.